ATTIVITA' - PROGETTO INTERREG
 
 

ALLEGATO A
Paesaggio culturale rurale alpino ' Walser'
Progetto per rete transfrontaliera, con realizzazione di
progetti pilota di ricerca ita-ch in campo culturale,
ambientale, ecomuseale con sbocchi per un turismo
culturale con Piemonte,Valle d'Aosta e il Canton
Ticino

ALLEGATO A
Relazione tecnico - descrittiva
*****************
area alpina
Varallo Sesia, 21-03-2004

INDICE

  1. PREMESSA
  2. I PRESUPPOSTI
    2.1 Le motivazioni
    2.2 Le esperienze
  3. IL PROGETTO
    3.1 Obiettivo generale
    3.2 Fasi dei bandi interreg ita-ch
    3.3 I territori interessati
    3.4 I soggetti coinvolti - partner
    3.5 Progetto transfrontaliero Italia - Svizzera
    3.5.1 Articolazioni e titolarità delle azioni
    3.5.2 Gli interventi strutturali sul versante italiano
    3.5.3 Il virtuale e la comunicazione
    3.5.4 Promozione turistico culturale
    3.6 Dimensione territoriale e tematica del progetto
    3.7 Le utenze
    3.8 Le ricadute sui territori coinvolti

1. PREMESSA

Il progetto trae origine dalle ricerche e dalle esperienze dell' Ecomuseo della Valsesia (1) nonché da altre realizzazioni avviate in zone alpine limitrofe.

Già la Comunità Montana Valsesia, verificata l'attuabilità del progetto 'La grande rete di musei ed ecomusei alpini' nel quadro dei Programmi Comunitari Interreg III di collaborazionetransfrontaliera Italia-Svizzera con il Canton Vallese, ha promosso la sua candidatura, in continuazione di progetti avviati con Interregg II. In quest'ultimo programma, a sostegno del Sistema Museale, sono stati previsti interventi strutturali presso tre entità Ecomuseali : ad Alagna Valsesia (mulini e segheria ad acqua, casa walser Scarpia); Casa Laboratorio 'Finto Marmo' a Rima San Giuseppe e interventi sul Palazzo dei Musei a Varallo Sesia.

Sul versante valdostano gli interventi si sono concretizzati, a sostegno del Sistema museale della Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys, con il restauro conservativo di un'antica abitazione walser a Gressoney-La-Trinité, da destinare a sede museale, oltre al censimento e segnalazione del Grande Sentiero Walser, che ha interessato i Comuni di Valtournenche, Ayas, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean.

Sul versante svizzero, non essendo ammissibili gli interventi strutturali, l'Ecomuseo del Sempione, l'Associazione dei Musei Vallesani e l'Associazione Internazionale per la Cultura Walser pertanto hanno partecipano alle azioni comuni di ricerca e documentazione sui temi etnografici, delle miniere e dell'emigrazione e anche lo studio tematico su aspetti di vita alpina.

(1) Progetto promosso a seguito della L.R. n.31 del 14.03.1995 Regione Piemonte

2. I PRESUPPOSTI

2.1 Le motivazioni

Mentre in altri Paesi europei la convergenza di sforzi pubblici e privati ha creato nel tempo una sorta di radicata coscienza nel territorio attraverso segni ben visibili e una vasta gamma di strutture con forme di comunicazione, didattiche museali, che possono prescindere dall'apporto di mediazioni personali, in Italia è viva la memoria storica di alcune entità museali di località o di avvenimenti storico-folcloristici, eventi fondamentali dei secoli trascorsi che hanno segnato il territorio; numerosi sono i piccoli musei diffusi sul territorio, spesso dedicati a singoli eventi, scoordinati fra loro, certe forme di rappresentazione però non sono più proponibili, essendo legate ad impostazioni ormai datate. La nuova attenzione della storiografia ai contesti sociali, alla vita delle popolazioni, alle manifestazioni di memorie condivise ha alimentato una sensibilità diversa, che rifugge dal registro epico e cerca di percepire la complessità dei fenomeni. E' venuta maturando, così, una nuova capacità di guardare al territorio e alle tracce del suo passato.

Sviluppatasi in Italia con ritardo rispetto ad altri paesi, il Paesaggio Culturale, la cultura in generale del territorio, gli Ecomusei sono rivolti ad esplorare la stratificazione storica di un territorio, fino alla contemporaneità con i parchi storici creati di recente, le città e i territori montani o lacustri recuperano il concetto di museo diffuso, trasferendolo dalle tracce dell'arte a quelle della storia.

2.2 Le esperienze

Negli ultimi anni, in più aree geografiche, l'attenzione si era concentrata sul turismo di massa e solo ultimamente ha avuto impulso il concetto di 'turismo culturale' e i centri di documentazione, il 'museo diffuso', collegato a un centro rete (museo-laboratorio), e iniziative etno - culturali ha preso piede ora il nuovo concetto di 'Paesaggio Culturale Rurale Alpino'.

Localmente ai progetto hanno aderito recentemente alcuni enti pubblici e privati, o comuni che, a loro volta, stanno realizzando dal 1990 recuperi e percorsi dell'ecomuseali restituendo molte testimonianze della storia di queste aree alpine nei secoli: dal restauro degli edifici pre-industriali al ripristino dei sentieri, alla creazione di reti di piccoli musei locali.

Altre realtà del Piemonte si stanno impegnando su questo terreno anche in rapporto con altri organismi (Fondazioni ed Associazioni non lucrative, enti di promozione turistico-culturale).

Tra i progetti figurano:

  • Progetto Spazio Alpino 'Walser Alps'di cultura e sviluppo sostenibile con enti di 5 Nazioni.
  • Rete di Musei ed Ecomusei (con il Vallese interregg3A)
  • Memoria delle Alpi (interregg3A a Regia Regionale)
  • itinerari nelle località e nel territorio delle zone Vallese-Valsesia/Ossola 'Le vie della fede'(es. Ayer- Varallo Sesia) su Interreg II Italia-Svizzera.
  • Il progetto 'albergo diffuso' Valsesia fondi Ob. 2 - P.I.A. misura 3.2.
  • Recupero Istituto Angelo Mosso al Col d'Olen (interregg3A).
  • Collegamento Funiviario Piemonte Valle d'Aosta (Fondi Nazionali e Olimpici).

Il nuovo progetto si avvale dell'uso di strumenti informatici multimediali che documentano in tutti i loro aspetti; inoltre sono in realizzazione CD interattivi e pagine Web nell'ambito del progetto 'Scuole Valsesiane in rete' che promuoveranno le relazioni on line fra gli Istituti Scolastici presenti sul territorio e scuole di vari paesi dello Spazio Alpino.

3. IL PROGETTO

3.1 Obiettivo generale

Il paesaggio che noi percepiamo è la commistione degli elementi naturali, antropici e dell'immaginario culturale collettivo (linguaggi, economia tradizionale, leggende, aneddoti, toponomastica): tre elementi inscindibili in un'ottica di conservazione e valorizzazione. In questo modo per risorse da conservare non si intendono solo quelle naturali, ma anche quelle umane, e in particolare le tradizioni culturali, i valori etnici ed antropologici sia integri che in pericolo di decadenza. In troppi casi, infatti, l'eclissi dei valori naturali, e particolarmente di quei paesaggi seminaturali che testimoniano una lunga convivenza fra uomo e natura, coincide con l'agonia di straordinari patrimoni culturali che nessuno di noi può, in coscienza, permettersi di dimenticare. Sono la testimonianza preziosa del nostro passato, delle radici più pregnanti della nostra civiltà. In questa visione l'integrità della natura è per noi necessaria quanto il ripercorrere i sentieri dimenticati. La salvaguardia e la valorizzazione di un territorio è pertanto materia riguardante la progettazione del paesaggio, non intesa però, come alcuno potrebbe pensare, quale azione di semplice disegno di strade, di prati, di boschi o di case su una carta.

Ciò che affiora con sempre maggiore evidenza è infatti la necessità di una filosofia della conservazione che non si limiti a posizioni difensive e passive nei riguardi delle sole risorse naturali, ma che deve impegnarsi nei confronti di tutto l'ambiente, con intenti di ordinazione, costruzione e ricostruzione, e soprattutto pianificazione e gestione di tutti, indistintamente, i valori ambientali, culturali e sociali.

Dovremmo sempre poter leggere nel paesaggio i momenti e le fasi indicative dei vari processi di trasformazione che hanno modificato e condizionato il territorio naturale. E' quindi auspicabile una pianificazione che tenga conto del mantenimento delle espressioni antropiche testimoni del processo insediativo della popolazione walser. Le tracce materiali e fisiche testimonianza di un'antichissima e felice convivenza tra attività umane e natura (attività del pascolo, dei prati falciabili e coltivabili, fontane, muretti di pietra che sostengono e delimitano i coltivi, le mulattiere, i recinti per ritirare il bestiame, i canali di irrigazione e di fertilizzazione, le lastre che affiancano i sentieri, cumuli di spietramento, villaggi, edifici e strutture religiose) rappresentano quell'equilibrio tra natura e costruito, tra valori funzionali e formali, tipici di quell'architettura alpina che oggi chiamiamo tradizionale.

La conservazione della diversità, risultato di una antropizzazione walser storicamente consolidata, acquista un senso ed un interesse notevole, qualora si consideri che oggi processi di distruzione sono all'opera anche nelle nostre comunità. Si deve avere la capacità di inventare non di distruggere. Per fare un esempio, certamente fra i meno negativi, la standardizzazione e l'uniformità progressiva degli antichi percorsi pedonali (qualora non vengano cancellati del tutto!), la casualità e il gusto esotico delle sistemazioni del verde (qualora sia necessario in montagna!?) stanno cancellando progressivamente le diversità più caratterizzanti, con la distruzione sistematica di muretti, pietre monolitiche di delimitazione dei percorsi, insomma a discapito degli elementi costruttivi storicamente consolidati.

Le produzioni disneyane del 'rustico internazionale' con decorazioni posticce simbolo del fallimento della montagna, delle quali ormai siamo sommersi, forse diminuiscono l'impatto ambientale, ma contribuiscono certamente all'ulteriore omologazione delle differenze alpine: non basta usare la pietra e il legno.

Oggi è quanto mai necessario conservare i valori naturali e culturali con l'uomo e per l'uomo. Il progetto è nato dalla necessità di restauro di paesaggi antropici degradati o comunque a rischio, attraverso lo studio delle risorse etniche delle comunità walser interessate, che non conoscono confini di stato e che hanno in comune, tradizioni, linguaggio ed economie, oltre ad una secolare cultura che sorge da comuni problemi e da affinità ambientali. Uno dei fondamenti del progetto è il riconoscimento di 'paesaggi umanizzati' che richiedono più complesse competenze multidisciplinari per un loro armonico assetto e per la loro conservazione, costruzione e ricostruzione. Ci si avvarrà infatti di Istituti universitari e professionali.

Le informazioni ottenute si impiegheranno , attraverso lo studio di una zona pilota, per il restauro di ambienti umani, per la formazione di centri di attrazione culturale e tecnica e divenire quindi luoghi elettivi delle attività collegate alla didattica nonché a una funzione turistico-culturale di nuovo conio. In altre parole la ricerca dovrebbe essere finalizzata in modo da offrire concreti benefici allo sviluppo umano.

L'area pilota scelta è il Vallone di San Grato sopra Issime, per le sue caratteristiche di particolare pregio, ma soprattutto per aver mantenuto integre le antiche strutture di colonizzazione. Il Vallone, che nel XII secolo a visto insediarsi coloni tedeschi provenienti dal Vallese svizzero, per ragioni storiche non ha sostanzialmente subito trasformazioni dalla civiltà moderna (a tutt'oggi non è raggiunto da una strada carrozzabile) rappresenta pienamente l'esito degli antichi movimenti dell'economia, della cultura e della società walser.

Il Vallone diventerà un vero e proprio 'Laboratorio culturale del paesaggio della Pietra e del Legno' per lo studio delle tecniche, delle perizie costruttive e del valore estetico del paesaggio.

Questo enorme patrimonio di risorse culturali testimonia una cultura spontanea autenticamente ecologica, di simbiosi fra uomo e natura. I valori estetici e produttivi che risultano da queste felici forme di integrazione debbono essere contemplate in un progetto di riqualificazione proprio perché gli interessi anche economici del paesaggio - tra cui non trascurabile è l'attrazione turistica - dovrà essere particolarmente sentita. A questo proposito si rende necessaria una ricerca interdisciplinare, poiché la cura e la ricostruzione dei paesaggi umanizzati implicano una grande varietà di competenze. E' importante, inoltre, sottolineare come la posizione che tale progetto viene ad avere, valichi la dimensione locale, in senso politico-amministrativo, per collegarsi ad un processo sovrannazionale, in cui i problemi, e quindi la sperimentazione delle soluzioni, sono comuni a più nazioni e possono prefigurare l'embrione di comunità più vaste delle attuali, realizzate a partire da affinità di condizioni ambientali, comunanza di problemi e di vocazioni naturali ed umane. Qui in valle d'Aosta, L'Associazione Augusta curerà la messa in rete col territorio valdostano e realizzerà un progetto pilota che prevede uno studio dettagliato e al documentazione riguardante 'Balme e costruzioni sotto roccia nel vallone di San Grato, siti di Stein e Bétti, che comprenderà rilievo fotografico della zona, rilievo dettagliato di ciascuna costruzione, un rilievo tipologico per ciascun manufatto, una documentazione fotografica e un rapporto scritto sul sito.

Ad Alagna Valsesia, dalla Fondazione Internazionale Monte Rosa o.n.l.u.s., è stata 'acquisita' la quarta casa della frazione 'Oubre Rong' già vincolata dal Ministero dei Beni Ambientali e che fa parte di un complesso di altre tre case già acquisite e ristrutturate dal Ministero stesso. Di questa casa walser sono previsti interventi strutturali ( che verranno eseguiti sotto l'alta sorveglianza del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali Soprintendenza di Torino, ente che già dal 1991 ha vincolato l'immobile). Prima si procederà a realizzare una metodologia pilota per la schedatura e la catalogazione delle strutture lignee, che verrà realizzata durante la fase di smontaggio con relativo censimento e numerazione anche di tutti i particolari lignei componenti la struttura, e che sarà riutilizzata a ricomporre la stessa, dopo la sistemazione della struttura di base in pietra. Saranno realizzati studi particolareggiati con analisi prelievi e monitoraggi, oltre a uno studio dettagliato sull'utilizzo ecomuseale degli spazi dei quattro immobili e del paesaggio culturale circostante; verrà allestita e arredata questa struttura restaurata che sarà utilizzata da studiosi e ricercatori che verranno ospitati in un apposita foresteria. Si realizzerà inoltre con altri fondi lo studio e la catalogazione della documentazione walser già raccolta e in corso di acquisizione per farne un centro rete alpino e sede del Centro di Documentazione dei Comuni walser piemontesi insistenti nelle due province di Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola che sarà operativamente gestito dalla Fondazione Internazionale Monte Rosa o.n.l.u.s.. Per raggiungere lo stabile, verrà realizzata restaurata con tecniche antiche la vecchia mulattiera e rendendola
nuovamente praticabile anche come pista di accesso disabili ripristinata con materiali naturali locali (pietra, legno) che avranno un positivo impatto ambientale sul paesaggio in quanto si migliorerà il versante che attualmente risulta compromesso da avvallamenti e piccoli smottamenti di terriccio. Verrà inoltre curata la messa in rete con i musei minori presenti nel territorio piemontese.

In Canton Ticino sul territorio svizzero verrà curata la messa in rete della comunità Walser di Bosco Gurin nel Canton Ticino; qui si prevede lo studio dettagliato del ripristino delle carraie ('chossu') che a suo tempo collegavano la parte bassa alla parte alta del villaggio, ed il successivo recupero strutturale che verrà realizzato con altri finanziamenti confederali o cantonali. Lo studio comprenderà la definizione del perimetro, il rilievo topografico e tipologico della situazione attuale, la ricostruzione degli antichi standard (in base a documenti fotografici e storici esistenti), la definizione della situazione auspicata e degli obiettivi del progetto, la descrizione delle tipologie di intervento e del relativo programma dei lavori indicativo, l'ottenimento dei permessi pubblici e degli accordi con i proprietari delle parcelle toccate dal progetto, la stima dei costi ed il piano di finanziamento per la realizzazione delle opere. Verrà inoltre pubblicizzata l'iniziativa mediante una campagna informativa a livello locale e transfrontaliero. La tipologia degli studi per il recupero delle carrali ('chossu') sarà realizzata con questo 'progetto pilota' e verrà presa ad esempio per simili futuri interventi in area alpina; la tipizzazione e la tipicità dell'intervento verrà divulgata tra i partner e discussa e sarà oggetto di tavole rotonde, che pure verranno tenute per le altre attività di ricerca realizzate dagli altri partner, quali rilievi, analisi e studi particolareggiati.

L'architettura rurale dell'area di nostro interesse evidenzia le influenze dell'ambiente naturale in cui sorge e si sviluppa; nella costruzione della dimora e degli altri elementi strutturali del territorio, infatti, si ricorre prevalentemente ai materiali naturali presenti in loco, per la loro economicità e la facile reperibilità e per la difficoltà di trasporto in un ambiente accidentato e privo di facili vie di cumunicazione.

Le particolari caratteristiche di ogni materiale influiscono sugli elementi costruttivi dell'abitazione, suggerendo alcune soluzioni tecniche e rendendo poco praticabili altre. La tradizione costruttiva è dunque condizionata dai fattori ambientali, dal clima e dalle risorse economiche, ma è anche legata all'origine etnica della popolazione che la pratica e alla sua evoluzione storica.

Dovendo analizzare i caratteri architettonici e tecnologici dell'architettura popolare è opportuno sottolineare che se la documentazione archivistica del cantiere è nel mondo rurale scarsa, vale invece la presenza materiale delle strutture prodotte. E' attraverso l'analisi della sperimentazione costruttiva e delle forme architettoniche che permetterà un intervento operativo di salvagurdia, valorizzazione e riuso del patrimonio storico. Inoltre nel caso di Alagna il recupero degli edifici interessati dal progetto, che prevede l'utilizzo di maestranze presenti e contestualmente operanti nella zona, maestranze un tempo definite 'mastri da muro' e 'mastri da bosco', permetterà di raggiungere una completezza delle informazioni sulle tecniche costruttive e degli strumenti critici e interpretativi tali da trasmettere e rendere efficacemente utilizzabili i risultati. Su la massa di dati raccolti nelle tre aree di indagine e su l'acquisizione di conoscenze e capacità tecniche da parte delle maestranze impiegate, potranno essere fondati futuri interventi direttamente finalizzazati a progetti di salvaguardia di aree o di singoli centri, in un'ottica che prevede il confronto sistematico e approfondito trà realtà che condividono uno stesso ambiente naturale e radici comuni.

AZIONI:

CENTRI-RETE

  • Allestimento di Centri-rete, presso le sedi Centri di documentazione e cultura o museali o strutture analoghe (già esistenti o in fase di realizzazione), con attrezzature per la fruizione didattica e l'approfondimento
  • Studi pilota, rilievi, schedature di immobili e dei loro componenti, anche lignei.

COMUNICAZIONE ED INFORMAZIONE

  • Campagna di informazione per presentare il progetto ed inserirlo nei percorsi culturali, didattici, turistici su una scala nazionale ed europea.
  • Organizzazione di seminari, convegni e workshop nelle sedi degli enti e delle istituzioni coinvolte (rivolti a differenti tipi di utenza).
  • Pubblicazioni dei risultati ottenuti (rivista in edizione speciale).
  • Predisposizione e diffusione materiale prodotto (studi, ricerche analisi)

ATTIVITÀ DIDATTICA
Al fine di completare quanto realizzato sul territorio italiano, si prevede sul territorio svizzero:

  • Studio e progettazione di tracciati i cui interventi strutturali, verranno poi realizzati con Fondi Federali - Cantonali.
  • Aggiornamento sperimentazione di attività innovative.
  • Organizzazione di visite guidate al pubblico, insegnanti e studenti ai luoghi ed alle strutture.

PROMOZIONE TURISTICO-CULTURALE

  • Iniziative locali di sensibilizzazione delle popolazioni.
  • Successiva organizzazione di mostre, eventi itineranti e non, fra le località e le sedi interessate.
  • Informazione mirata degli operatori turistici che attiveranno pacchetti turistico-culturali" dettagliati.

 

3.2 Fasi dei bandi interreg ita-ch

Il progetto candidato si configura quale continuazione di un'azione mirata ed efficace avviata con il Programma Comunitario Interreg II Italia-Svizzera.
La 'prima fase' di sviluppo dei progetti è stata quella attuata nel precedente Interregg II Italia - Svizzera, che ha dato luogo ai primi interventi strutturali.

Il progetto avviato nel 1998 col Programma Interregg II prevedeva un sostegno anche al Sistema Museale Valsesiano con recuperi strutturali effettuati presso tre entità Ecomuseali in territorio italiano: ad Alagna Valsesia (mulini e segheria ad acqua, casa walser a Scarpia); Casa Laboratorio
'Finto Marmo' a Rima San Giuseppe e interventi sul Palazzo dei Musei a Varallo Sesia.

Sul versante valdostano il progetto integrato 'Espace Mont Cervin-Mont Rose' ha provveduto al restauro conservativo di un'antica abitazione walser di Gressoney-La Trinité (XVII sec.) destinata a sede museale, dove oltre alle consuete metodologie d'esposizione verrà proiettato un filmato che contiene scene di vita quotidiana della popolazione walser, appositamente realizzato. La Casa Thédy rientra poi nell'itinerario tracciato, censito e segnalato come Grande Sentiero Walser, strada percorsa dalle popolazioni walser per insediarsi (intorno al XIII sec.) nella Valle del Lys e nella Valle d'Ayas. Nella seconda fase di realizzazione il progetto prevede l'integrazione fra la rete museale ed ecomuseale che si sta realizzando con i progetti Interregg 3 A del precedente bando, con i Centri di Documentazione e le distinte realtà museali minori presenti in diversi punti del territorio. Oltre all'Ecomuseo della Valsesia ed a quello del Sempione, i musei minori presenti nei Comuni di Rima (Marmo Finto), Rimella (Museo Filippa), Carcoforo (Museo naturalistico), Mollia (Museo Parrocchiale in allestimento), Alagna (Museo Walser, Museo Parrocchiale), Gressoney-La- Trinité (Museo in antica abitazione walser), Gressoney-Saint-Jean (Biblioteca specializzata walser), Issime verranno uniti da una 'rete museale ed ecomuseale'. In territorio svizzero sono state coinvolte oltre 50 realtà museali e di ricerca mediante la rete ci si legherà anche ai 'Centri di documentazione sulla cultura materiale nelle aree alpine', che verranno creati con il progetto a Regia Regionale denominato 'La memoria delle alpi'. Questi centri avranno la finalità di fornire le necessarie basi scientifiche alle realtà locali, affinchè diventino punti di riferimento per il censimento, la catalogazione, la conservazione e l'esposizione dei beni materiali ed immateriali legati alla storia, alla tradizione locale, nonché la formazione del personale. Questa fase delineerà nei suoi tratti essenziali l'intero disegno nella sua complessità ed in tutte le sue dimensioni.

3.3 I territori interessati

Il progetto interessa i seguenti territori presenti lungo la frontiera tra Italia Svizzera:

  • Provincia di Vercelli; e VCO
  • Valle d'Aosta;
  • Canton Ticino.

Il Ministero dei Beni Culturali, la Provincia del Verbano Cusio Ossola appoggiano il progetto. Indicate in rosso le Regioni e il Cantone interessati dal progetto

 

3.4 I soggetti coinvolti

Si sono avviati rapporti con enti e istituzioni culturali in Svizzera quali corrispettivi per l'Interreg Italia-Svizzera;. E' già in corso la collaborazione effettiva, su questo piano. Si riporta di seguito, in sintesi, il quadro dei risultati ottenuti fino ad ora, nel corso di quest'attività, per quel che riguarda esclusivamente i partners istituzionali.

Capofila italiano
La Provincia di Vercelli

Capofila svizzero
'Associazione Pro Bosco Gurin'

Partners italiani:
La Fondazione Monte Rosa onlus
L' Associazione Augusta di Issime.

Partners svizzeri:
Il Patriziato di Bosco Gurin.

Coordinamento operativo e monitoraggio
La complessità del progetto richiede un'impegnativa e continua azione di coordinamento e
monitoraggio da parte del partners capofila che si doteranno, a questo scopo, di specifiche strutture
operative, interne od esterne alle amministrazioni.

 

3.5 Progetto transfrontaliero Italia - Svizzera

Obiettivo del progetto è anche la realizzazione di una 'rete', collegata ai di Centri di Documentazione e di realtà museali di differenti dimensioni e tipologie diffuse sull'intero territorio alpino che risulteranno leggibili nel loro insieme attraverso strumenti, capaci di conferir loro un significato organico.

Gli studi, le analisi, le ricerche sono dei progetti pilota di grande importanza e si possono trasmettere e duplicare in tutto l'arco Alpino visto la loro specificità e metodologia. Inoltre, nel corso degli anni, saremo in grado di proseguire di espandere, arricchire colmando, via via, quelle aree temporali, geografiche e tematiche che inizialmente resteranno inevitabilmente scoperte o incomplete.

In primo luogo, in Italia, il progetto si dedicherà prioritariamente oltre che agli interventi strutturali, a specifici progetti pilota di studio, ricerca, analisi e pressoché contemporaneamente verrà realizzata 'la rete' che costituirà la base per trasmettere la cultura dei territori e degli immobili presi in esame che per le loro popolazioni e quindi al contempo per i territori alpini che, con le loro caratteristiche peculiari, hanno un ruolo materiale e simbolico di primaria importanza nella storia. L'intreccio tra eventi e l'ambiente fisico e umano delle Alpi sarà quindi uno dei temi principali del progetto. Dal punto di vista operativo, si tratterà innanzitutto di analizzare e valutare in termini di fruibilità culturale, didattica e turistica - luoghi ed eventi connessi alle aree montane e pedemontane prese in esame, con particolare attenzione ai rapporti transfrontalieri della cultura alpina e walser fra Piemonte, Valle d'Aosta, e Svizzera; seguiranno attività, sia in termini fisici, sia in termini immateriali, nonché di sensibilizzazione delle popolazioni interessate, di formazione e di promozione.

Si tratta, quindi, di fasi distinte, ma che saranno integrate fra loro dal punto di vista dell'impostazione culturale ed ambientale, sono fortemente correlate per sincronizzarne le fasi operative ed i tempi di realizzazione.

 

3.5.1 Articolazione e titolarità delle azioni

L'attività per il territorio piemontese verrà coordinata e gestita dalla Provincia di Vercelli con una convenzione con la Fondazione Internazionale Monte Rosa o.n.lu.s. ente partner e cofinanziatore della quota piemontese per questo Interregg. La Provincia di Vercelli con una convenzione con la Soprintendenza di Torino cui spetterà l'alta sorveglianza sui lavori e la direzione dei lavori stessi.

L'Associazione Augusta, per il territorio valdostano, con convenzione con la Provincia di Vercelli
e l'Associazione Pro Bosco Gurin e il Patriziato di Bosco Gurin per il territorio svizzero.

 

3.5.2 Gli interventi strutturali sul versante italiano

Riguarderanno ad Alagna Valsesia in Provincia di Vercelli in Valsesia con Il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali Soprintendenza di Torino, la Provincia e la Fondazione Internazionale Monte Rosa o.n.l.u.s. di Alagna Valsesia vi sarà anche il recupero strutturale della 4°casa sita in Frazione Oubre Rong già vincolata dal Ministero ai sensi della Legge 1039.

 

3.5.3. Il virtuale e la comunicazione

Il progetto Paesaggio culturale rurale alpino ' Walser' progetto per rete transfrontaliera, con realizzazione di progetti pilota di ricerca ita-ch in campo culturale, ambientale ed ecomuseale. si propone di integrare il 'Museo Virtuale' attraverso la pubblicizzazione anche via internet. Il servizio sarà in grado di veicolare informazioni, novità e strumenti di lavoro studiati e modulati in seguito a continue analisi e ricerche e le esigenze riscontrate.

A realizzazione avvenuta si prevede lo stretto raccordo con gli scopi del progetto candidato, non solo mediante l'aggiornamento costante con note informative (eventi, attività, iniziative), dati di ricerche, azioni di monitoraggio finalizzate al rispetto degli obiettivi individuati ma anche dedicate a studiosi e al pubblico delle reti museali ed ecomuseali.

Tale orientamento è pensato non solo nell'ottica di strumenti e metodi di rappresentazione alternativi al tradizionale, quanto piuttosto come un uso consapevole ed efficace di mezzi dinamici d'analisi e di divulgazione di dati. Il quadro di riferimento è quello:

  • dei ricercatori, studiosi, professionisti;
  • delle visite di istruzione delle scuole;
  • del cosiddetto 'turismo-culturale';
  • delle attività extrascolastiche che molti mettono a disposizione dei ragazzi;
  • degli scambi, anche a livello internazionale.

 

3.5.4 Promozione turistico culturale

Si tratta di concepire un sistema di promozione dove 'il prodotto si vende da sé'. Oggi è possibile presentare al grande pubblico un 'prodotto' quale quello che risulterà dal progetto attraverso una distribuzione on line che assicura, a differenza del passato, visibilità e fruibilità sia al pubblico che agli operatori del settore. Il fulcro del sistema è il coordinamento generale 'in rete': questo significa convenzioni e strategie comuni tra i diversi paesi, accordi con più media, anche internazionali.
Il primo problema è consolidare un rapporto con il pubblico ed il primo obiettivo è il ritorno: è infatti impensabile progettare un 'museo' che viva solo sul passaggio occasionale di pubblico. Ogni comunicazione o azione di promozione, ogni locandina o dépliant dovranno essere 'mirati'.

Le presenze 'ecomuseali e museali' che ci si propone di valorizzare, potenziare o creare ex novo dovranno avere un forte retroterra di servizi, garantito da un solido collegamento con il territorio. Questo significa, per di più, concorrere allo sviluppo economico dei luoghi in questione, ma significa, anche, coinvolgere e 'convincere' gli abitanti dei luoghi prima ancora degli ospiti. Preparare dei pacchetti turistici 'à forfait', che includano i trasporti, l'eventuale alloggio in albergo, i pranzi, informazioni su altre attività del tempo libero: questo potrebbe essere il nodo che lega l'attività al territorio.

Naturalmente sarà possibile prenotare i soggiorni e le visite on line, dove proposte promozionali per un pubblico più vasto o possibili attività didattiche o formative per un pubblico scolastico saranno facilmente individuabili e semplici da scegliere.

In sintesi, occorrerà definire e attivare diverse strategie promozionali: bollettini aggiornati periodicamente con le iniziative, distribuzione capillare ma mirata di programmi e itinerari di visita delle località interessate, diffusi nelle scuole e in circuiti qualificati (enti e associazioni, librerie), altro materiale cartaceo, portale on line, che serviranno a stimolare e orientare il potenziale fruitore.

 

3.6 Dimensione territoriale e tematica del progetto

La maggior parte delle azioni individuate sono caratterizzate da una duplice dimensione, in quanto possono assumere tanto un carattere territoriale/locale quanto un carattere tematico/generale.

Le attività di ricerca e di didattica, la natura dei tracciati, la vocazione dei Centri-Rete, la strutturazione dello stesso 'museo virtuale' evidenziano quindi significati che possono rimandare, sia ai territori coinvolti nel progetto (le province, le città, le valli, le montagne).

La dimensione territoriale coincide con quella delle Regioni, Province, Cantoni, e località che prendono parte al progetto, mentre la dimensione tematica supera quella territoriale e identifica diverse entità:

  • IWalser;
  • I luoghi e i percorsi delle migrazioni;
  • Gli stabili ecomuseali e museali;
  • Le vie della fede.

 

3.7 Le utenze

In prima istanza, si ipotizzano quattro tipologie di utenza:

  • turismo culturale.
  • le Scuole (docenti e allievi).
  • Gli studiosi per i Centri di documentazione e ricerca.
  • Visitatori interessati e senza specifica competenza.

 

3.8. Le ricadute sui territori coinvolti

Il progetto può avere rilevanti ricadute sui territori coinvolti:

  • Culturali: mediante l'azione di censimento, valutazione e recupero del patrimonio storico e culturale, le comunità coinvolte hanno modo di riappropriarsi di tracce e memorie particolarmente significative della propria storia, che è storia sì di conflitti ma anche di comunicazione e scambio tra differenti culture unite da valori condivisi. Attraverso l'opera di valorizzazione si possono, inoltre, riscoprire e valorizzare antichi insediamenti e nuclei abitati, testimonianze dimenticate, siti trascurati, punti di interesse paesaggistico o naturalistico di grande bellezza e rarità.
  • Formative: anche la fruizione didattica è finalizzazione prioritaria del progetto, non alternativa ma contestuale a quella turistico-culturale, anche in considerazione del fatto che il 'turismo scolastico' privilegia, per sua natura, gli itinerari tematici che abbiano, come nel presente progetto, una forte valenza interdisciplinare. La fruizione didattica si potrà realizzare, sia con la presenza diretta sui luoghi (i 'sentieri' in senso stretto, le varie presenze museali sul territorio), sia attraverso l'uso degli strumenti multimediali che consentono di 'visitare' nella sua completezza e complessità il 'virtuale' (con una 'perdita' di impatto diretto, ma un possibile 'guadagno' di approfondimento).
  • Economiche e sociali: il progetto contribuisce a creare un'offerta turistica di carattere storicoculturale, ecocompatibile, complementare a quella oggi presente, fondata prevalentemente sui patrimoni ambientali e naturalistici e connessa alla ricerca e ad una fruizione escursionistica e sportiva del territorio. Ne può conseguire, così, un aumento delle presenze turistiche e dello scambio turistico nazionale e internazionale, con una ricaduta economica nel settore ricettivo e commerciale e la possibilità di nuovi sbocchi occupazionali per i giovani che intendono continuare a vivere ed operare in montagna.

LUNGO TERMINE - PUNTO DI VISTA GEOGRAFICO/ETNOGRAFICO:
il territorio delle Alpi, dalla Francia al territorio attorno al Monte Rosa fino ai Grigioni, con la storia, il suo ambiente naturale, le caratteristiche essenziali dell'insediamento umano della popolazione anche Walser nelle varie epoche ( 'sentinella tedesca attorno al Monte Rosa '- H.B.De Saussure).

MEDIO TERMINE - PUNTO DI VISTA STORICO/ETNOGRAFICO:
le popolazioni alpine fra inizio del milleduecento e metà novecento, il contesto, le strutture economiche, gli strumenti della vita, le caratteristiche ambientali, le espressioni culturali.

BREVE TERMINE - PUNTO DI VISTA STORICO: documentazione con un'articolazione sia territoriale sia tematica (grandi aree, luoghi specifici, percorsi, ecomusei, musei e sentieri montani).
Il progetto cercherà di sviluppare le dimensioni geografiche, etnografiche e storiche attraverso un approccio 'trasversale', che intrecci e approfondisca le tre dimensioni e i diversi temi che le caratterizzano, alla luce delle relazioni transfrontaliere per come si sono configurate nelle varie epoche.


Ultima modifica: 19 2005
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