ATTIVITA' - PROGETTO INTERREG
 
 

INTERREG III A
Italia - Svizzera
2000-2006

Misura 2.2 'Valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed edilizio comune'

Progetto di cooperazione transfrontaliera denominato
Paesaggio culturale rurale alpinoWalser
Capofila di parte italiana Provincia di Vercelli
Capofila di parte svizzera Associazione pro Bosco Gurin
Partners associati al progetto:
Associazione Augusta di Issime
Fondazione Internazionale Monte Rosa o.n.l.u.s.
Patriziato di Bosco Gurin

Parte valdostana - Issime

PROGETTO DI RILIEVO E DOCUMENTAZIONE
DEGLI ALPEGGI DI STEIN e BETTI
NEL VALLONE DI SAN GRATO, COMUNE DI ISSIME,
VAL DEL LYS, AOSTA

 

Il progetto nel Vallone di San Grato

Nel periodo fra il 1995 e il 2001 fu affidato un ampio studio sulle costruzioni sotto roccia nella Valmaggia (Canton Ticino), che nella regione sono noti col nome di splüi. Esso comprendeva tre fasi: dapprima la ricerca d'informazioni sul territorio e le sue costruzioni sotto roccia, notizie raccolte soprattutto sulla bocca della gente, poiché la bibliografia in merito si rivelò piuttosto scarsa e spesso, ad un approccio scientifico, privilegiava un approccio folcloristico o nostalgico. La seconda fase comportava il rilevamento delle singole costruzioni (circa 1600), sparse in tutto il territorio, dai 250 m del fondovalle ai 2500 m dei pascoli superiori: ora questa documentazione vastissima si trova depositata al Museo di Valmaggia a Cevio.

Per la raccolta dei dati, su queste costruzioni, fino allora mai studiate, si è dapprima dovuto sviluppare uno strumento apposito e poi lungamente collaudato sugli oggetti in esame e una scheda di rilevamento in cui venivano annotati tutti i dati importanti sull'ubicazione, la tipologia, le funzioni, i materiali, le dimensioni e l'importanza socioeconomica dello splüi. La documentazione si completò ogni volta con una serie di fotografie e diapositive e, per le costruzioni più importanti, grandi o significative, con dei rilievi grafici (piani e sezioni in scala). La terza fase, a tavolino, comportava l'elaborazione di tutti i dati raccolti (la scheda essendo informatizzata permetteva un trattamento statistico) e la redazione di un documento destinato ad essere pubblicato in due forme. La prima, già visibile, è la mostra intitolata 'Vivere fra le pietre' che si può visitare nelle sale del Museo di Valmaggia, la seconda, un ampio volume sull'argomento, dovrebbe essere dato alle stampe entro quest'anno. In questo volume confluiranno anche brevi contributi di specialisti in settori diversi, che hanno approfondito, per esempio, l'importanza degli splüi nelle Alpi in epoca preistorica, le condizioni ambientali di temperatura e umidità nelle cantine sotterranee, la vegetazione che si è adattata ad ambienti umidi e con poca luce.

Il Lic. Phil. I Flavio Zappa (docente incaricato presso l'Istituto di storia medievale dell'Università di Friburgo) era la persona
incaricata di svolgere lo studio su questo tipo di costruzioni; quest'ultimo concluso l'incarico presso il Museo di Valmaggia,
continuò ad occuparsi di costruzioni sotto roccia. L'Istituto di storia dell'Università di Basilea inoltre, venuto a conoscenza di queste ricerche, incoraggiò lo studioso a proseguire su questa strada.

Forte dell'esperienza maturata in Canton Ticino e di questo riconoscimento accademico, Zappa ha dunque deciso di approfondire nuovi aspetti delle costruzioni sotto roccia, questa volta però con un respiro geograficamente più ampio. Conosciuta -in una di quelle occasioni in cui gli studiosi che operano in settori vicini mettono in comune le loro esperienze, le loro scoperte ed i loro problemi- la signora Claudine Remacle, architetto che si occupa da anni delle costruzioni rurali in Val d'Aosta, il Dott. Zappa è salito per la prima volta nel Vallone di San Grato ad Issime (AO), trovandovi immediatamente conferma di quanto aveva intuito: le costruzioni sotto roccia sono parte del bagaglio architettonico e culturale delle popolazioni delle Alpi e non sono circoscritte al Canton Ticino. 'Gli alpeggi di Stein e Bétti, da questo punto di vista sono tra i siti più straordinari che abbia mai visto in dieci anni di ricerche, estese nel frattempo anche ad altri settori delle Alpi (Savoia, Vallese, Svizzera centrale, Mesolcina, Bregaglia, Valtellina) e anche oltre (Corsica, Pirenei, Marocco)' ci disse, a noi dell'Associazione 'Augusta', il Dott. Zappa.

L'Associazione Augusta ha da sempre il desiderio e la necessità di salvaguardare e mettere in valore il Vallone di San Grato, la cui importanza nell'ambito della cultura Walser, e non solo ma di tutto l'arco alpino, travalica i confini della valle del Lys: il proficuo rapporto che si è instaurato in questi ultimi anni con il Dott. Zappa, ha già dato i primi importanti frutti: la pubblicazione di un articolo sulla rivista 'AUGUSTA', sui siti sotto roccia del Vallone di San Grato e la preparazione di un progetto per la loro documentazione.

Questo, nato dapprima come progetto indipendente, si è inserito ora nell'Interreg III A Italia-Svizzera, nel quale sono coinvolti anche la comunità Walser di Alagna e il Canton Ticino, questo con un progetto di Bosco Gurin, la piccola comunità walser in cima alla Valmaggia. Quest'ultimo aspetto soprattutto è interessante, poiché coinvolge una zona nella quale si è già lavorato e con la quale i paragoni sono dunque facilitati. Il progetto, che permette di estendere lo studio delle costruzioni sotto roccia ad un'area più vasta, ha già dato i primi frutti ancor prima del suo avvio, in particolare con i contatti tra gli operatori delle diverse regioni coinvolte. Questo è importante per superare una visione troppo campanilistica degli argomenti a favore di approcci più ampi e scientificamente più corretti, poiché le Alpi, contrariamente a quanto il profano è portato ad immaginare, costituiscono un'area culturale entro la quale gli scambi furono intensi e capillari fin da tempi molto remoti.

Nel caso specifico, per Issime si potrà approfittare della ricca esperienza fatta a Bosco Gurin, nel resto della Valmaggia e del Ticino, mentre il progetto di Bosco Gurin potrà far capo agli studi sui collegamenti (sistema dei sentieri, mulattiere e tratturi) e sul paesaggio culturale rurale del Vallone di San Grato, già eseguiti in passato dalla Associazione Augusta, mentre per Alagna serviranno gli studi effettuati, dalla stessa Associaizone, sulle costruzioni in legno (stadel) presenti nel Vallone di San Grato. La fattiva collaborazione che si è instaurata e che si spera potrà ulteriormente svilupparsi col Progetto Interreg III A, oltre alle ricadute positive sulle comunità walser al di qua e al di là del confine italo-svizzero, gioverà dunque a tutte e tre le comunità coinvolte.

Prestazioni

I due alpeggi di Stein e Bétti presentano problematiche che richiedono un trattamento analogo, in generale tuttavia il rilievo di Bétti è più complesso e richiede più tempo, all'incirca il doppio di quello necessario per il rilievo di Stein. Questo per ragioni tecniche (a Bétti vi è un maggior numero di costruzioni, e la loro disposizione è più complessa, con diversi livelli che in parte si sovrappongono) e logistiche (trasporti, alloggio, spostamenti).

In dettaglio il progetto prevede:

  • Un rilievo topografico in una scala grande (1:1000 o 1:500) di entrambi le zone (all'incirca una superficie di 100 x 80 metri a Stein, anche più grande se desiderata; una superficie di 60 x 60 metri a Bétti). In questa cartografia appaiono tutti gli elementi topografici importanti (blocchi, corsi d'acqua, vegetazione, costruzioni, accessi, ecc.), come pure le quote e le curve di livello.
    In questo piano vengono poi inserite anche tutte le strutture dell'alpeggio, comprese quelle non sotto roccia, come le fosse per il letame, i piccoli cantinotti rinfrescati ad acqua, presenti sia a Stein sia a Bétti, i collegamenti, eccetera. Il rilievo topografico è importante poiché illustra l'intero complesso.
  • Un rilievo dettagliato di ciascuna costruzione (piani orizzontali in scala 1:50 o 1:100), in cui siano visibili anche i particolari tipologici e strutturali delle stesse. Questi piani rispetteranno rigidamente le proporzioni, come pure il carattere delle strutture, in particolare dei muri. Per la costruzione maggiore di Stein, la più complessa, verranno fatti almeno due piani orizzontali (uno per livello) e una o due sezioni verticali. Il rilievo dettagliato delle costruzioni può essere fatto in diversi modi: il progetto prevede che i piani "rispetteranno rigidamente le proporzioni, come pure il carattere delle strutture, in particolare dei muri", il che significa che i muri verranno rilevati in modo che il disegno restituisca la struttura e la composizione. Non si tratta -salvo se viene richiesto- di una riproduzione fedele di ciascuna pietra, ma di una riproduzione che si avvicina alla realtà, riprendendo le dimensioni e la posizione delle pietre più importanti. Una riproduzione pietra per pietra non si giustifica, sia dal punto di vista documentario che dell'impegno di lavoro.
  • Un rilievo tipologico di ciascuna costruzione, secondo i criteri appositamente elaborati dal professionista, espressamente per le costruzioni sotto roccia. Il rilievo tipologico è un rilievo di dati inseriti in una scheda, vi figurano dati sull'ubicazione, la tipologia, le funzioni, i materiali e le tecniche di costruzione, le suppellettili interne fisse, le dimensioni, le aperture, ecc...
  • Una documentazione fotografica che illustri i complessi di Stein e Bétti nel loro insieme e ogni singolo manufatto nelle sue caratteristiche e peculiarità.
    Le immagini sono un importante complemento alle schede tipologiche e ai rilievi grafici e si prestano a numerose utilizzazioni: possono essere pubblicate in varie forme (stampata, rete internet), proiettate in occasione di incontri informativi, ecc. Esse saranno realizzate in formato diapositiva a colori (o anche in altri formati).
  • Un rapporto scritto sui due siti, contenente tutte le osservazioni rilevate nel corso dei lavori, corredato da una scelta di rilievi e di immagini.
  • Fornitura di materiali elettronici. Sarà necessario fare delle scansioni delle diapositive e dei disegni, una volta messi in bella.

L'équipe è composta da un ingegnere in agrimensura con formazione archeologica, da un topografo e da uno storico attivo da anni nello studio dell'architettura rurale. Una quarta persona si occupa della logistica, della cucina, del materiale e darà una mano nelle misurazioni.

Il Presidente dell'Associazione Augusta
Don Ugo Busso

 


Ultima modifica: 19 2005
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