La Rivista - Anno 2006
 
 

A Lady’s Tour round Monte Rosa…
Viaggiatori, turisti e primi
alberghi nella valle del Lys

di FRANCESCO DAL NEGRO

Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo iniziò sulle Alpi l’arrivo di forestieri, dapprima quasi esploratori poi veri e propri turisti, che visitavano le valli alpine divenute improvvisamente di moda grazie alla nuova visione illuministica della natura e rese popolari dai versi di Rousseau e di von Haller. E questi nuovi ospiti delle Alpi avrebbero percorso gli stessi passi e gli stessi sentieri che da secoli venivano attraversati e percorsi, non certo per diletto, dai montanari, dai pellegrini e dagli emigranti. Iniziava, all’inizio dell’800, quella grande rivoluzione sociale e culturale che nel giro di pochi decenni avrebbe trasformato (nel bene e nel male) l’ambiente alpino e l’economia delle popolazioni locali.

Cartolina pubblicitaria dell’Albergo Mont-NeryPer quanto riguarda le valli ai piedi del Monte Rosa, queste erano tutte abbastanza facilmente collegate le une alle altre da valichi e sentieri che, perifericamente al massiccio e mantenendosi al disotto dei 3000 metri di quota, permettevano di compiere un itinerario quasi circolare che da Zermatt conduceva a Saas, a Macugnaga ed Alagna, quindi a Gressoney, Fiery e Breuil, per poi ritornare al punto di partenza. Era l’itinerario che compì il de Saussure nel 1789, lasciandoci nelle sue note delle prime interessanti informazioni sulle possibilità di alloggio nelle valli attraversate: “capitando di giungere sul far della notte in certi villaggi isolati non si trovava nemmeno l’ombra di locanda, ed occorreva bussare alla porta di una baita”.
I primi turisti (o touristi come meglio venivano indicati allora) seguivano itinerari abbastanza ben definiti, e gli inglesi soprattutto, ma anche americani, tedeschi e svizzeri che compivano il tour del Monte Rosa (erano ancora una minoranza quelli che salivano sulle vette) percorrevano praticamente sempre lo stesso itinerario, partendo preferibilmente da Zermatt o Saas, che raggiungevano più facilmente arrivando da nord. Necessariamente facevano tappa negli stessi luoghi, che poi erano i poveri villaggi alla testata delle valli, e durante la stessa stagione estiva (che spesso si riduceva a poche settimane) i piccoli gruppi si incontravano, si lasciavano per poi ricongiungersi, lungo lo stesso itinerario, e guardati anche con un po’ di sospetto dai nativi, trovavano alloggio in qualche casa privata, in qualche primitiva locanda, ma il più delle volte dal parroco.

Gressoney-Saint-Jean, Hôtel e pensione De La PierreNella prima metà dell’800 questa presenza di forestieri andò aumentando: la conquista delle grandi vette e l’incipiente notorietà di alcune località venivano riportate dai grandi giornali stranieri, la ferrovia si avvicinava alle Alpi rendendole più accessibili, ed anche il tenore di vita di molta gente, soprattutto nei paesi dell’Europa centrale ed in Inghilterra , migliorava di anno in anno. Tutti questi fattori contribuirono a far sì che sempre più persone considerassero le Alpi la meta più ambita per le vacanze. Più turisti e più denaro misero in moto, anche nelle località più “chiuse”, il fenomeno alberghiero, trovando quasi sempre in loco persone più “aperte”, dove lo spirito imprenditoriale si univa ad un’apertura mentale fatta di accoglienza e curiosità verso l’ospite.

Nella valle del Lys, a Gressoney, uno dei primi alberghi fu la Pensione De La Pierre, nella frazione Predeloasch. La pensione era gestita da Pierre De La Pierre, rinomata guida alpina, amico del reverendo King che seguì in tutto il suo itinerario nelle Alpi Pennine nel 1855. Non si sa con esattezza quando iniziò la sua attività la Pensione De La Pierre, ma diverse fonti fanno risalire la data al 1850. La Pensione De La Pierre fu a lungo considerato il miglior albergo di Gressoney- Saint-Jean, per la calda accoglienza dei proprietari (non scorbutici come altri colleghi piemontesi…) e per il suo confort: questo era il termine con cui veniva indicato un buon albergo, e presupponeva, a seconda dell’epoca, una certa dotazione di servizi, ma anchesottintesa- l’accoglienza gentile e non servile del proprietario. La Pensione De La Pierre risulta in una guida del 1906 già dotata di bagni, luce elettrica, garage: tutte dotazioni all’avanguardia per quel tempo! A Gressoney nella seconda metà dell’800 gli ospiti d’altra parte erano sempre più numerosi, ed anche famosi: nel 1889 iniziò a soggiornare a Gressoney la regina Margherita di Savoia, appassionata alpinista, che frequenterà la località fino al 1923, anno della sua morte. Al seguito della Sovrana giungevano a Gressoney dignitari di Corte, alti funzionari, esponenti della nobiltà, e tra i tanti anche il poeta Goisuè Carducci, che si diceva riservatamente innamorato della Regina. La presenza di Margherita di Savoia diede notorietà e slancio a Gressoney, che ancora tra le due guerre era considerata tra le prime località di soggiorno alpino italiane.

Gressoney-Saint-Jean, Hotel Pension ThedyMa già prima era stata naturale la trasformazione delle vecchie locande in confortevoli alberghi. A Gressoney- Saint-Jean nel 1861 venne costruito da Sebastiano Linty, per 30 anni sindaco di Gressoney, l’Hotel du Mont Rose, sulle rovine della casa di sua proprietà distrutta da un incendio. L’albergo, più piccolo rispetto ad altri, si rivolgeva ad una clientela più semplice, ai soggiorni per famiglie, mantenendo sempre il suo stile di albergo alpino con una accogliente sala rivestita in legno e una piccola biblioteca alpina con carte e panorami a cura del C.A.I. di Biella. La presenza di una piccola biblioteca per altro non era prerogativa dell’Hotel du Monte Ros: quasi tutti gli alberghi delle Alpi ne possedevano una, per rendere più piacevole il soggiorno dei clienti nelle giornate di brutto tempo ed anche per offrire una documentazione sulla valle e sulle montagne della zona.

Sempre a Gressoney-Saint-Jean, un membro della famiglia Busca, Romualdo, costruì nel 1887 un nuovo albergo che battezzò Hotel Lyskamm. In anni in cui il turismo era ormai affermato, Romualdo Busca concepì il suo albergo come una casa di prim’ordine, con gli spazi e le dotazioni che allora erano considerate indispensabili da una clientela esigente. Negli anni precedenti la prima guerra mondiale l’albergo raggiunse il suo massimo splendore, e fu necessario costruire una dépendance, che ospitava anche l’Ufficio Diligenze. Pochi anni dopo (1895) Nicola Netscher inaugurava nella frazione Miravalle, in posizione isolata ed elevata, l’Hotel Miravalle, che al tempo era per la sua posizione, per la sua dimensione e per il servizio che vi veniva offerto, il più importante albergo della valle. La gestione dell’albergo, alla morte del Netscher passò alla sorella, vedova di P.F. Curtaz, già gestore dell’Hotel du Mont Rose, successivamente (1934) a Luigi Busca e Luisa Peretto, che al tempo gestivano il Lyskamm, e in precedenza i due alberghi Moderno e Regina di Gaby.

A Gressoney-La-Trinité, sul luogo della vecchia Cantine des Alpes, la famiglia Thedy verso il 1880 aprì l’Hôtel Pension Thedy. Una prima testimonianza dell’albergo è una vecchia fotografia scattata da Vittorio Sella nel 1886 dove alle spalle dei coniugi Thedy si vede il semplice edificio di pietra. Verso il 1910 il vecchio Carlo Thedy cedette la gestione dell’albergo (già ampliato) ai fratelli Giuseppe, Bartolomeo e Luigi Busca, originari del villaggio di Cesnola di Settimo Vittone, dove il padre Giovanni Busca gestiva la stazione di posta con cambio dei cavalli denominata La Corona grossa. I tre figli di Giovanni che si erano formati nella gestione alberghiera, decisero poi di investire ed impegnarsi in tale attività nella valle del Lys. I tre fratelli Busca si unirono in matrimonio con le sorelle Peretto, anche loro originarie di Cesnola le quali insieme ad altre sorelle iniziarono a Gressoney-la-Trinité una attività commerciale complementare a quella alberghiera; aprirono dapprima un’osteria con rivendita di sali e tabacchi, quindi un magazzino per rivendita di derrate alimentari e vino, destinate soprattutto alla fornitura agli alberghi. Nel 1916 i Busca acquistarono l’albergo Thedy, la cui gestione rimase a Giuseppe e Bartolomeo, mentre, come abbiamo visto sopra, Luigi si fermò a Gaby dove gestì dapprima l’albergo Moderno, poi il Regina.

L’albergo Thedy in mano ai Busca subì numerose e successive trasformazioni ed ampliamenti; nel 1921 i Busca costruirono dietro al fabbricato originario una ampia dépendance. Acquistarono dal barone Peck-Peccoz un altro fabbricato, cosiddetto di servizio, che in parte venne adibito ad autorimessa, mentre negli anni 1930-32 di fianco e direttamente collegato al fabbricato ottocentesco venne eretto l’imponente stabile Busca. Il nuovo edificio, adibito ad Hotel di prima categoria, era composto da quattro piani di camere per un totale di 60 (mentre il Thedy originario ne aveva 30); fu da allora che l’albergo prese il nome di Grand Hotel Busca-Thedy che da subito seppe attirare una clientela selezionata proveniente da tutta Italia e non solo. Oltre a Gressoney e Gaby anche Issime, più a valle, risentì dell’espansione turistica di fine secolo, e nel 1892 Louis Gustave Christillin ramo dei Pintsche, di una cospicua famiglia del luogo e sindaco del paese, costruì nei pressi del villaggio di Tunterentsch (già Varalljatzi) un edificio di quattro piani che destinò ad albergo di lusso dotato di ben 90 stanze, saloni di soggiorno ed un ampio giardino. L’albergo battezzato Hôtel Mont-Nery, non fu mai gestito direttamente dalla famiglia Christillin, ma fu affidato in epoche successive al signor Louis Balla, poi negli anni 30 al signor Giuliano Zoli (originario di San Remo) che già gestiva un albergo a Saint-Vincent, quindi nel 1943 venduto a Tancredi De Coll un imprenditore torinese.

L’albergo Mont-Nery, così come il Thedy ed il Miravalle di Gressoney, fin dal 1912 era dotato di una fonte privata di “acqua minerale” che sgorgava nel vallone laterale di San Grato presso il villaggio del Buart o di Santa Margherita, fonte che forniva acqua corrente all’albergo, e dava anche lustro allo stesso, che poteva reclamizzare gli effetti benefici delle acque stesse. La presenza di una fonte “termale”, nel senso più ampio della parola, era considerato spesso un fattore determinante nella scelta di una vacanza sulle Alpi, indipendentemente da finalità terapeutiche, ma insieme al clima balsamico ed al panorama riposante l’“acqua termale” era vista spesso come un quasi miracoloso presidio forse più psichico che fisico…

(g.c. F. Dal Negro)Ancora oggi nei pressi di quello che era l’albergo Mont- Nery una targa ricorda i pregi della fonte Santa Margherita, ma forse andrebbero ricordati anche l’accoglienza ed il relax offerti da quello che era uno dei primi alberghi della valle del Lys. Purtroppo la sua trasformazione avvenuta in tempi più recenti in condominio (come di tanti altri alberghi nelle valli italiane, senza prevedere altri usi più consoni e favorevoli alle comunità locali) è quasi il simbolo e la testimonianza della fine di un tipo di turismo alpino, sopravissuto a stento alla crisi della prima guerra mondiale e radicalmente mutato nel secondo dopoguerra. Sono mutate le esigenze e soprattutto la cultura del turismo, e troppi fattori sociali ed economici, che qui non è il caso di enumerare, hanno contribuito al cambiamento di abitudini nell’uso della vacanza. Resta il rammarico di vedere troppi alberghi trasformati in condomini, così come in tanti alberghi sopravvissuti è triste dover inutilmente e melanconicamente cercare il vecchio scaffale della biblioteca con le guide del CAI, sostituito dal megaschermo TV perennemente e ossessivamente acceso.


Ultima modifica: 2 giugno 2007
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