Ouf tur d’Sen Kroasch Beerga

Gen 1, 2023

Oggi 31 dicembre 2022 con il drone su per San Grato con Beppe Busso Güstinhsch

Il Vallone di San Grato, il granaio di Issime
L’inverno mette a nudo la montagna e lascia vedere le sue forme … ecco il villaggio del Buart e due suoi dintorni: il luogo chiamato D’Vurri, il percorso che si snodava lungo i campi e poi D’Schüani a valle dell’abitato, la zona che dal Buart porta a Bouschtschucke.
E poi le case di Benikoadi, di Tschuckjini e Vétt. A Vétt (lett. cengie) si trova una casa di abitazione (oggi nascosta dalla vegetazione). Secondo la testimonianza di Dario D’Andrès (raccolta nel 1992) intorno all’abitazione un tempo si coltivavano 21 campi di patate. Di dodici di questi campi Dario ricordava il nome: D’ÉckiSchwarzen AcherDa Lénnhe AcherDan Ebenen AcherDan Dŝcheeru AcherDi Kwerra Acher (campo degli Storto), Di Torutu AcherZ’Krebbut AcherlljiZ’Soarvju AcherlljiD’Birru AcherD’Leidu Acher Écku Acher
Nel villaggio del Buart si distinguono diversi percorsi: uno è la via di accesso al villaggio che proviene da destra dalla mulattiera principale che attraversa il canalone provenendo da Benikoadi. Nel villaggio sono tre i percorsi presenti: Dan Uabre Weg sentiero solo pedonale che conduce al villaggio di Lansiniri, attraversava diversi campi, questa zona per questo è anche detta D’Vurri *; Dan Undre Weg sentiero solo pedonale che conduce alla casa di Bouschtschucke e quindi a quella di Tschuckjini, era una scorciatoia per portarsi alla mulattiera detta Birriuku che scende ad Issime. Infine D’Gassu o Den imitsch (quello al centro) è il sentiero delimitato da muretti che portava ai prati da sfalcio e ai campi, si conduceva il bestiame per pascolarlo negli incolti lungo il torrentello poco oltre e proseguiva fino ad arrivare alle case di Écku.
* PS: D’Vurri (s.f. pl.) o D’Vurrini (informatrice Lea Consol Stoffultsch) ~ Za Vurru (moto a luogo); d’vurru (s.f. sg.) è la striscia di terra incolta intorno ad un campo; solitamente corrisponde a quella striscia di terreno fra il campo e il bordo, o la base, a seconda di come è posizionato il campo, del muro di sostegno del terrazzo coltivato, o anche fra un campo e l’altro. Questo spazio viene utilizzato per accedere al coltivo senza passare sul prato o su altri campi adiacenti. Dal momento che i campi spesso si trovavano gli uni acconto agli altri questo spazio diventava nel suo insieme un sentiero di accesso ai terreni coltivati, ecco perché nella toponomastica questo termine designa solitamente un viottolo, che corre seguendo l’andamento dei muri di sostegno ai campi, quando questo è fiancheggiato da coltivi.