Raccolta fondi

UN TESORO DA SALVARE

Quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia non sarebbe l’oceano!!! Siate goccia ❤️🙏

Nöit wier das voat a, wa wier das geit vürsich

«Non chi comincia, ma quel che persevera»

Aiutateci a preservare un pezzo della nostra storia

Carissimi Soci e Amici, come annunciato, presto prenderà avvio il cantiere di restauro dell’edificio di Stubbi, dai più riconosciuto come il più bello del Vallone di San Grato. L’edificio risale alla metà del ‘600 e la sua costruzione è da attribuire al capomastro Hans Goyet (Jean Goyet) di Issime.

CHI SIAMO

L’Associazione AUGUSTA di Issime, costituitasi il 30 luglio 1967, si muove nella direzione della tutela e della valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della comunità walser della Valle del Lys, nel solco della moderna difesa dell’ambiente naturale e paesaggistico. Al tempo stesso vuole essere un volano trasparente di sviluppo del territorio, catalizzatore di risorse capace di stimolare nuova progettualità.

 

CHE COSA È STUBBI

Nel cuore pulsante del Vallone di San Grato sorge lo stadel di Stubbi che si colloca ad una quota altimetrica di circa 1.800 m slm, a ridosso dell’antico percorso pedonale denominato Dan Undre Weg o Vuss Weg. La località di Stubbi insieme alla vicina Vlüekhji (1.890 m slm) costituivano il limite altimetrico dell’insediamento permanente nel vallone.

Lo stadel di Stubbi, dal punto di vista tipologico, si inserisce in un periodo di particolare rinnovamento delle modalità costruttive avvenute nei primi decenni del XVII secolo. Gli stadel di questa epoca presentano un innovativo sistema di irrigidimento a chiavi in sostituzione del sistema spina, di epoca precedente. Gli edifici di questa epoca e in questo territorio sono caratterizzati da un’organizzazione a funzioni concentrate con due livelli in pietra di cui, uno, quello intermedio, destinato a locali abitativi, coronati dal livello superiore in legno destinato a fienile che include un locale destinato a granaio.

Nel dialetto walser di Issime d’stubbu (d’stubbi pl.) indica sia la stanza (anche detta spéier o spéischoamru) all’interno della struttura in legno dello stadel separata dalla parte adibita a fienile, in cui si conservavano le derrate alimentari in genere, i cereali, ma anche per riporvi indumenti e nella bella stagione per dormire, sia la stanzetta che si trova sul balcone riparata dalle profonde sporgenze dei frontoni degli stoadla. Alcuni anziani però ricordavano di aver sentito utilizzare questo termine per indicare un piccolo edificio dalle dimensioni di una camera ad uso esclusivo di granaio.

Lo stadel di Stubbi ha la parte in legno che poggia direttamente sul basamento in pietra, costituito da due livelli, senza l’interposizione dei pilastrini in legno. Un nuovo modello di edificio, in cui le dimensioni sono maggiori e che sovente, come nel nostro caso, mantiene lo sbalzo nel tratto terminale dei frontoni per ampliare la capacità di immagazzinamento del fieno. In alcuni casi, come in quello di Stubbi, in sostituzione dei pilastrini si trovano delle mensole lapidee anti-roditori, posizionate a sbalzo e che circondano la parte superiore del basamento in pietra.

Nel caso dello stadel di Stubbi il mantenimento dello sbalzo nei frontoni e le aumentate dimensioni della struttura rendono particolarmente imponente l’edificio, considerato il più bello di Issime.

 

ACQUISTO E PRIMI INTERVENTI

A seguito del crollo avvenuto il 17 agosto 2022 l’associazione Augusta ha acquistato non solo lo stabile ma anche il territorio circostante che comprende prati, bosco, i ruderi di un antico mulino del XV secolo e un forno coevo, già studiati in precedenza dall’archeologo Mauro Cortelazzo su incarico della nostra Associazione.

Il manufatto, dopo l’avvenuto crollo, si trovava in uno stato di degrado che ne comprometteva la stabilità, la copertura in lose e dei suoi componenti strutturali erano collassati.

Dopo l’acquisto da parte dell’Associazione, avvenuto il 22 dicembre dello stesso anno, abbiamo provveduto alla rimozione degli elementi di crollo che compromettevano la tenuta strutturale e provveduto a posizionare un tetto provvisorio.

 

IL RESTAURO DI STUBBI: UN’OPERA DI RINASCITA STORICA E CULTURALE

Il progettista e direttore dei lavori di restauro è l’architetto Christian Cavorsin, il quale si avvarrà di due artigiani professionisti, Andrea Degasparis e Enrico Cusa, due cugini, falegnami e maestri d’ascia, specializzati nella carpenteria in legno per edifici, nel restauro e nella ristrutturazione delle travature. Provengono da Alagna Valsesia e hanno acquisito competenza e professionalità nella trasmissione di valore tra generazioni in ambito familiare e di comunità.

Lo stesso vale per il rivestimento delle lastre di pietra, lose, del tetto per il quale ci si avvarrà di un’abile artigiana di Gressoney-Saint-Jean, Egle Fosson, che poserà le lose con la tecnica antica cioè partendo dai lati di gronda del tetto, sui quali è posata una serie di lastre affiancate tra di loro in senso orizzontale e in file parallele.  Quindi in prossimità del colmo le file si faranno sempre più strette e fitte.

I principali passaggi di lavorazione:

– Smontaggio dello steppato con la numerazione ed accatastamento delle ‘steppe’ (tronchi squadrati).

– Lavorazione del tronco in abete per tirar fuori le steppe da sostituire.

– Lavorazione delle steppe nuove per riprodurre gli incastri vecchi.

– Rimontaggio dello steppato vecchio riproducendo gli incastri ammalorati.

– Posa dei puntoni con il tipo di giunzione a incastro sul colmo detto “capra” costituito da mortasa (alloggio femmina) e tenone (elemento maschio).

– Posa delle lose secondo il metodo antico.

Un’opportunità per il territorio e la comunità

Esiste un legame profondo tra la comunità walser e gli antichi edifici lignei. È per questo che l’operazione di restauro dello stadel di Stubbi assume un valore simbolico per la ricca tradizione architettonica, come patrimonio da tutelare e valorizzare.

Il restauro dello stadel rappresenta anche un’opportunità unica per poter documentare e promuovere antiche tecniche costruttive, grazie a maestranze capaci e inserite nella tradizione.

Il recupero dell’edificio entrerà appieno al servizio della vita culturale ed economica della comunità. I principali fruitori, a restauro concluso, saranno turisti, ma anche la popolazione walser della Valle del Lys. L’idea progettuale nasce dalla volontà di fornire una chiave di lettura del paesaggio culturale e naturale che il visitatore incontrerà nel percorrere il territorio in questione e per questo intendiamo fornire a chi si recherà a visitare lo stadel del materiale informatico e cartaceo.

Costi previsti

L’importo complessivo di spesa prevista per l’intervento di recupero dell’edificio ammonta a 210.000,00 €, l’importo fino ad ora sostenuto è pari a 53.700,00 €.

Con l’estate del 2025 si avvieranno i lavori di restauro veri e propri della struttura lignea dell’edificio e del tetto con la posa della copertura in lose.

Finanziamenti pubblici e della Associazione

L’iniziativa ha già ricevuto dei finanziamenti pubblici che permetteranno di coprire una buona parte dell’importo. L’Associazione ha già sostenuto in prima battuta le spese per l’acquisto dell’edificio, quindi per gli interventi che hanno permesso di metterlo in sicurezza e anche di recuperare buona parte del materiale di crollo. Inoltre si è provveduto al taglio in loco dei larici e degli abeti necessari alla sostituzione delle parti danneggiate e ammalorate della struttura lignea (zeppe e tavole).

 

RACCOLTA FONDI

Questa campagna di raccolta fondi fa parte dell’iniziativa volta a supportare le azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del Vallone di San Grato.

Attraverso le donazioni sarà possibile sostenere una parte delle spese delle varie fasi di restauro.

Ci siamo posti l’obiettivo di raccogliere la somma di 20 mila euro, la cifra che ci manca.

Aiutaci a restaurare lo stadel di Stubbi che ha segnato la storia architettonica di San Grato e a riportarlo al suo antico splendore. Ogni contributo conta! Dona ora e fai parte di questo progetto di rinascita culturale e insieme faremo risuonare la storia di San Grato.

Abbiamo per questo attivato un Conto Corrente apposito presso INTESASANPAOLO, nella rete commerciale Impact dedicata a valorizzare le attività delle organizzazioni non-profit laiche e religiose impegnate nel Terzo Settore, aventi sede o che operano in Italia.

CONTO CORRENTE intestato a: Associazione AUGUSTA

Codice IBAN: IT 32 D 03069 09606 10000 0410097

CAUSALE: Restauro Stubbi di San Grato

Il restauro dello stadel sarà occasione per organizzare un cantiere-evento che rappresenterà una straordinaria opportunità di approfondimento culturale sul tema dell’architettura storica minore, delle tecniche costruttive e dell’applicazione dei principi restauro di beni culturali. Cinque saranno i moduli formativi per architetti e imprese di settore.

Fare la Donazione permetterà l’accesso gratuito al primo Modulo: “Architettura in legno in valle d’Aosta – Storia dell’architettura locale” – con un modulo teorico presso la sede dell’Associazione Augusta – e un successivo sopralluogo a Stubbi e presso le architetture del vallone di San Grato accompagnati dall’arch. Danilo Marco, autore di numerose ricerche e pubblicazioni inerenti il tema.

Donazione con bonifico bancario

Per questa raccolta fondi abbiamo attivato un Conto Corrente apposito presso INTESASANPAOLO, nella rete commerciale Impact dedicata a valorizzare le attività delle organizzazioni no-profit laiche e religiose impegnate nel Terzo Settore, aventi sede o che operano in Italia.

 

CONTO CORRENTE intestato a: Associazione AUGUSTA

Codice IBAN: IT 32 D 03069 09606 10000 0410097

(IT32D0306909606100000410097)

Il codice BIC/SWIFT è BCITITMMG35

CAUSALE: Restauro Stubbi di San Grato

TRASPARENZA RACCOLTA FONDI

Ringraziando tutti coloro che hanno inviato delle somme, aggiorniamo la situazione delle donazioni ricevute al 4 gennaio 2026.

 

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Percentuale raggiunta

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