Storia dell’Associazione Augusta

“Vi rivolgiamo la parola a nome della giovane generazione di Issime. Siamo nati qui; siamo attaccati al nostro paese; siamo fieri delle nostre tradizioni, della nostra lingua, delle nostre leggende, dei nostri monumenti. Siamo felici di vivere in mezzo ai nostri bei paesaggi …”; così sul primo numero della rivista “AUGUSTA” del 1969 il Comitato Esecutivo annunciava la costituzione dell’associazione internazionale “Augusta”, con atto di fondazione del 30 luglio 1967.

La fondazione dell’Augusta coincise con il secondo Convegno Internazionale dell’A.I.D.L.C.M. (Association Internationale des Langues et Cultures Menacées) svoltosi ad Issime nei giorni 31 luglio e 1. agosto, cui parteciparono numerosi professori e ricercatori provenienti da tutta Europa fra i quali il prof. Fritz Gysling dell’Università di Zurigo, il prof. J.W. Mannhardt di Fribourg-en-Brisgau, il prof. Guy Héraud dell’Università di Strasburgo, il prof. Aldo Dami di Ginevra e il prof. Batista i Roca docente dell’Università di Cambridge. In quell’occasione si volle tenere presente il valore simbolico della scelta di Issime come sede della prima sezione della Associazione Augusta, giacché punto di convergenza delle culture italiana, francese e tedesca.

L’onore e il merito della nascita dell’Associazione va in gran parte all’allora sindaco di Issime, Edmond Trenta, a Gustavo Buratti ‘Tavo Burat’ di Biella, alla Baronessa di Saas Fee, Tita von Oetinger, all’impegno assiduo e profondo della indimenticata Signora Lucienne Faletto Landi e dell’allora segretaria comunale Maria Mosca.

Fu due anni dopo la nascita dell’Associazione che la Signora Landi volle fortemente che uscisse il primo numero della rivista Augusta. Fu lei stessa a raccontarci che alcuni anni dopo, non più di sette, qualcuno l’avrebbe presa in giro, con una punta di invidia, dicendo “ah uscite ancora con quella rivista!?”. La Signora Landi è rimasta la presidente della rivista fino al 2009 anno della sua morte e oggi siamo giunti al 53º numero e la rivista per il momento gode di ottima salute!

L’Associazione, di carattere filantropico ed apolitico, ha come scopo principale la promozione sociale e il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni alpine, incoraggia e finanzia ricerche e studi sul patrimonio culturale locale. L’annuncio era rivolto non solo alla gente di Issime ma anche a tutti i comuni di montagna, per un impegno di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale e comunitario, con l’auspicio che alla prima sezione dell’Augusta ne facessero seguito altre negli altri comuni della Valle del Lys, nelle altre colonie Walser italiane, nei paesi francoprovenzali, piemontesi e nell’arco alpino intero.

Il primo presidente fu Mario Goyet fino al 1970 quando fu eletta la Signora Lucienne Faletto Landi, dal 1982 al 2015 è stato Don Ugo Busso, poi per un anno Renato Perinetto, poi Sara Ronco e dal 2018 Michele Musso.

Sin dai primi anni si sentì l’esigenza di stabilire un sistema di codificazione scritta del töitschu e del titsch (rispettivamente il dialetto walser di Issime e di Gressoney). Si trattò della parte più impegnativa, si tenga conto che soprattutto per la comunità di Issime il dialetto tedesco si caratterizza fino a quel momento nella forma di un dialetto di diffusione esclusivamente orale e locale senza alcuna copertura da parte del tedesco scritto. Ciò differenzia nettamente la comunità di Issime da quella di Gressoney dove la conoscenza del tedesco scritto era diffusa a buona parte della popolazione sino almeno alla fine del XIX secolo.

Albert Linty, Luciana Landi e Alys Barrel, sotto la guida di Corrado Grassi, docente di linguistica all’Università di Torino, gettarono le basi per un primo sistema di codificazione scritta dei due dialetti walser, a cui seguì il progetto di raccolta dei lemmi. Progetto che Albert Linty realizzò con l’aiuto di Sabino Consol, Albertina Fresc, Don Ugo Busso, Imelda Ronco, Edmondo Ronco. La fervida attività culturale attirò l’attenzione di studiosi quali Renato Perinetto di Torino e il Prof. Peter Zürrer di Zurigo che dettero supporto scientifico alla realizzazione del vocabolario. Fu così che nel 1981 Renato Perinetto pubblicò la grammatica del töitschu e in quegli stessi anni Peter Zürrer due monografie sul titsch di Gressoney, fino all’ampia monografia sul töitschu di Issime: Sprachinseldialekte: Walserdeutsch in Aostatal (1999) sempre di Peter Zürrer.

La rivista culturale Augusta, pubblicata sin dal 1969, interamente patrocinata dall’assessorato regionale alla pubblica istruzione della Regione Valle d’Aosta, scritta in francese, in italiano, in töitschu, in titsch, in francoprovenzale e in piemontese, è la voce scritta più rappresentativa dell’attività culturale dell’Associazione. La redazione della rivista persegue, con lo spirito che l’ha animata fin dai primi anni, la promozione e il pluralismo culturale.

Nel 1988 l’Associazione Augusta insieme con il neo-nato “Centro Culturale Walser di Gressoney” pubblicarono i vocabolari dei due dialetti walser, a cui seguerono nel 1998 le due inversioni. Molte altre pubblicazioni fecero seguito, fra le altre una raccolta di poesie nei rispettivi dialetti.

Nel 1998 Imelda Ronco, Michele Musso, Mariangiola Bodo e Alessandra Sarasso, hanno curato la pubblicazione del volume “Cultura dell’alimentazione a Issime” scritto in quattro lingue, töitschu, francese, tedesco e italiano. Il 12 dicembre 1998 questo testo ha avuto un importante riconoscimento dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, il Premio letterario René Willien, conferito dall’allora Presidente della Giunta regionale Dino Viérin, dall’Assessore all’istruzione e cultura Ennio Pastoret e da Aldo Willien, fratello di René.

Nel 2007 è stato pubblicato il libro sui proverbi di Issime “Éischemgseiti – Les dictons van a voart“, autori Imelda Ronco e Michele Musso.

Nel 2017 ha visto le stampe il primo volume sulla toponomastica di Issime “L’espressione linguistica dello spazio in un’area plirilingue: il paesaggio toponomastico della media Valle del Lys” di Michele Musso, con introduzione dei professori Matteo Rivoira (Università di Torino), Marco Angster (Univeristà di Zara) e Silvia Dal Negro (Libera Università di Bolzano).

Nel 2019 con l’intenzione di valorizzare l’antica cappella di Chinchéré attribuendole rilevanza e profondità storica, è stato pubblicato il volume “La memoria del territorio: Sibben joar im uabre Hof, as joar in d’Puart, as joar im endren Tschentschiri, un as joar in Gran Proa. I turni di messa della Cappella di Chinchéré di Issime” in cui è evidenziata la stretta relazione fra l’edificazione della cappella e la storia della comunità di Issime.